Post

Anima gemella? Incontrata.

Immagine
Ho preso il treno e sono andata al mare. Così, con scarso preavviso per fregare sul tempo l’ansia anticipatoria. È stata un’azione impulsiva, dettata da rabbia, da illusione e delusione che, guarda caso, viaggiano sempre in coppia; e da una nuova consapevolezza che mi ha colpita come un ramo in fronte, mentre corri e stai guardando da un’altra parte. Stavo scrivendo, "inventando" la storia di un bambino e... boom! Botta in testa. Avevo bisogno di ascoltare le onde che arrivano impetuose e poi si ritraggono: sembrano suggerirti di affrontare i problemi con coraggio e allontanarti da ciò che ferisce giusto il tempo per riprendere vigore. Ma lì è accaduto qualcosa che non mi aspettavo. Innanzitutto, una nota di colore: in Germania andrei via come il pane; si vede che ai tedeschi piace la roba che inizia a frullare… in effetti, ragioniamoci, i crauti – secondo la ricetta originale – richiedono un certo tempo di fermentazione. Comunque, gli aitanti teutonici non ci interessa...

Un'estate tra i polli

Immagine
Mi sono detta "se a casa devo stare, tanto vale occupare il tempo in modo produttivo". Così ho trascorso l'estate tra polli e denti; fatto singolare che potrebbe fare riflettere, avendo del tempo da perderci: i polli non hanno denti, anche se i pulcini sono dotati di una protuberanza calcarea, una sorta di dentino che serve a rompere l'uovo e che perdono subito dopo; ma non siamo qui a fare scienza. Un'estate strana, a tratti dolorosa, di quelle che si fatica a dimenticare. Ma il romanzo che da due anni sta circolando tra quei pochi neuroni rimasti, sta giungendo al termine. Devo ammettere che mi sono scelta "consulenti" decisamente sul pezzo, veri esperti, sapienti, ma soprattutto dotati di grande pazienza e della rara capacità di sorvolare sulle mie stranezze: due veterinarie (una specializzata in allevamenti, anche di polli) e un dentista che, a ore quantomeno inopportune, mi hanno edotta su argomenti di cui ignoravo tutto e anche di più. Scrivo da ta...

Buon rientro!

Immagine
     Oggi compio 56 anni. Sono tanti? Sono pochi? Da un rapido calcolo, direi che sono giusti, ma fatico a sentirmeli. Anche se due giorni fa ho capito che di certo giovane non sono più, non a causa degli anni che compio, ma perché entrare in casa passando dal balcone (esercizio eseguito agilmente con una frequenza pari alle volte in cui mi chiudo fuori, ossia spesso) mi ha vista protagonista di un incidente esilarante da articolazioni che si stanno intirizzendo; per ora preferisco non parlarne perché fa ancora male, letteralmente. Scattata la mezzanotte ho deciso di riaprire le frontiere. Mi ero un po’ confinata in me stessa, isolata dal mondo per dedicarmi ad altri territori più circoscritti, meno rumorosi, ansiogeni, nevrotizzanti. Poi, come sempre, si scopre che stare con se stessi non è una passeggiata: ci si disturba abbastanza spesso. Comunque, male non mi ha fatto; ma è tempo di tornare a guardare fuori, ascoltare le voci, comprese quelle che risultano ur...

Vacanze a Km zero: istruzioni

Immagine
Siete al mare, in montagna, in campagna a colloquiare con aracnidi, in un parco divertimenti a frullarvi le interiora sulle montagne russe? Bene! Fermi lì, non vi spostate di un millimetro dallo spasso, dal relax, dall'inedia o da qualsiasi altra cosa vi procuri piacere. Uscite da questa pagina e, possibilmente, dal tunnel del digitale... spegnete tutto, che tanto qui c'è roba che al momento non vi interessa; casomai metteteci un segnalibro per leggervi il pezzo quando sarete in depressione da rientro. Ed ora, eccoci qui: quattro gatti dall'aspetto sonnecchioso e anche un po' spelacchiato, che si ritrovano a casa a trascorrere giornate torride abbracciati al ventilatore. Siamo arrabbiati, un po' depressi, quel poco invidiosi da sperare in uno tsunami che trascini via tutti i vacanzieri? No! Noi siamo esseri superiori, possediamo la tempra mentale dell'anacoreta; la depressione e l'ansia ci hanno resi forti, avulsi dai piaceri comuni tipo mangiare sabbia, ust...

Tre pazzi (e un cane) che guardano la luna

Immagine
  Qui è necessaria una premessa per conoscere uno dei personaggi di questa storia. Nel mio quartiere si aggira un signore che, a primo incontro (ma spesso anche al secondo e al terzo) mette un po’ d’inquietudine. Non è giovane, ma si fatica a inserirlo in una precisa fascia d’età; ha il viso (e altre parti del corpo a cui non ho fatto caso perché la faccia si mangia tutta l’attenzione) tempestato di tatuaggi, di quelli che si facevano in un passato remoto, che in origine dovevano essere neri e poi si sono scoloriti. Ha sul volto rugoso, invecchiato credo dalle difficoltà, delle croci, dei triangoli, numerose lacrime (se è vero che i carcerati si tatuavano una lacrima per ogni anno di detenzione, costui si è beccato almeno due ergastoli da scontare consecutivamente) e altri simboli che non saprei descrivere. Lo si trova spesso tra la tabaccheria e il bar; sta lì appoggiato con la sua canottiera bianco-grigio a costine e ti chiede un euro o una sigaretta o entrambe le cose (tanto p...

Il contagio da odio

Immagine
Amo ascoltare. Ho imparato un gran numero di  cose ascoltando attentamente. Molte persone non ascoltano mai. Ernest Hemingway Lo leggo, lo vedo, lo sento: stiamo perdendo quel po’ di equilibrio che ci era rimasto ; e, purtroppo, non stiamo scivolando verso una follia creativa, di quelle che, per dirne una, spingono a fermare la gente per strada con farneticazioni di vario tipo per poi premiare gli ascoltatori con caramelle in parte già succhiate. Ho conosciuto un uomo, indubbiamente malato, che aveva questa meravigliosa abitudine… salvo tentare di prendere a legnate chi non lo degnava d’attenzione, e forse aveva ragione: è oltremodo scortese non ascoltare chi ha qualcosa da dirci, ma soprattutto ci si può perdere concetti importanti per noi stessi. Diventare sordi ai pensieri altrui è, a mio parere, l'handicap più invalidante che esista.  Ma sto perdendo il filo del discorso. Aggiungo solo che, per un annetto buono, quotidianamente mi sono ritrovata in tasca caramelle ...

Le giornate mondiali che svoltano l'umore

Immagine
       Vi giuro, io ci provo a svegliarmi di cattivo umore e proseguire la giornata immersa nella tetraggine dei miei pensieri.  Si tratta d’essere fedeli a se stessi, di non tradire le proprie aspettative e inclinazioni. Inizio a lavorare, con i muscoli facciali impegnati a mantenere l’occhio torvo e la bocca in una smorfia disgustata (ho le rughe sulla fronte che possono confermare, non vi vendo panzane). Eppure, puntualmente, il programma impostato su una discreta depressione subisce modifiche inaspettate.  Mentre faccio ricerche, m’imbatto in chicche che finiscono per demolire l’umore e farmi scappare una risata che rompe il flusso del dramma interiore. Per iniziare, sappiate che ogni giorno che Dio manda in terra si celebra qualcosa; e non parlo di festicciole di borgata, no no, qui si stappa una bottiglia tutti insieme nel mondo (o almeno in quelle parti del pianeta che godono del lusso di una bottiglia, fosse anche solo d’acqua)… che è una bell...