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Sviluppare il coraggio. Le armi contro il Disturbo Ossessivo Compulsivo

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  “Come posso allontanare da me questi pensieri che mi fanno star male? Ho provato in tutti i modi a cacciarli via ma, ogni volta che ci provo, loro ritornano immediatamente perché sono dentro la mia testa. È come se avessi una voce interna che mi parla. So che sono pensieri irrazionali, che mi costringono a evitare tante situazioni e a ripetere alcuni comportamenti, ma non riesco a non averli […] So che dall’esterno tutto ciò appare insensato, ma io sento dentro di me una sorta di voce che mi spinge a lavarmi continuamente e, dopo essermi lavato, a non toccare nessun oggetto per non “sporcarmi” di nuovo. Quando finalmente vado a letto, mio padre mi deve accompagnare, rassicurandomi di non aver toccato nulla che possa avermi contaminato […].” Con la testimonianza di un paziente, si apre “ Ossessioni e compulsioni. La terapia cognitivo comportamentale in azione ” (IW Edizioni), del terapeuta Enrico Rolla, direttore dell’Istituto Watson, Centro di Psicoterapia e Scuola di Specializ...

Qualcosa di bello può capitare.

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  C’è quest’uomo… nel quartiere lo si può incontrare facilmente, giorno e notte (è un essere da esterno), e mi pare di avervene già parlato. È basso, più di me, ha la testa rasata, il viso aspro tempestato da tatuaggi di quelli caserecci: un impegnativo triangolo nero nel centro della fronte, poi croci e lacrime a profusione, qua e là, vagamente deturpate da profonde rughe; indossa una canottiera bianco-grigio a costine o, come oggi, una canotta nera (estate e inverno sta smanicato, lui è coibentato, presumo), braghe sborse e scarpe che potrebbero essere ciabatte o viceversa. Credo sia sprovvisto della maggior parte dei denti nel distretto frontale e dimostra un’età variabile tra i 50 (portati malissimo) e i 70 (non portati eccelsamente nemmeno quelli). Soffre di una tosse che, se usata con una buona strategia di marketing, potrebbe rivelarsi una vincente campagna di dissuasione dal tabagismo. Sospetto sia perpetuamente sotto i fumi dell’alcol o che quest’ultimo gli abbia provoca...

Se restassero solo due settimane

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            Questa notte non riesco a dormire: troppo caldo, troppo thè, troppa nicotina e una lattina di Coca Cola. Così, un’oretta fa ho guardato un film di cui ho già dimenticato il titolo. L’ho scelto solo perché il protagonista è Steve Carell, che ha un’incredibile faccia da topo, e mi sono sempre piaciuti gli uomini che somigliano ai topi. Ho immaginato si trattasse di una commedia perché Carell l’ho sempre visto interpretare ruoli comici. Oggi (ormai è un ieri) è stata una giornata strana, non orribile ma con una sfumatura di tristezza che bramava proprio una commedia, qualcosa su cui sorridere senza stare a pensare. Invece mi sono imbarcata in una pellicola di tutt’altro genere. Un meteorite distruggerà la terra tra 15 giorni e il protagonista, abbandonato dalla moglie, decide di andare a cercare il suo grande amore mai dimenticato (altrimenti, come grande amore lascerebbe parecchio a desiderare); nel frattempo incontra una sconosciuta un...

"Libera la tua natura selvaggia" . Intervista a Eija Tarkiainen

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  “Fortunata io. Sono nata in una delle tragedie più antiche dell’umanità: circondata dall’amore profondo ma che trovava espressione attraverso i conflitti e le lacrime. Nella sua forma luminosa restava muto e immobile. Ho così imparato a vedere la Bellezza dietro le spade e gli scudi della paura, la sensibilità dietro gli sguardi feroci, la potenza della nostra natura anche se senza grazia espressa.” Questo è l’incipit di “Libera la tua natura selvaggia” di Eija Tarkiainen. Un libro che ho acquistato nonostante non ami i saggi che tentano d’insegnarmi chi sono, chi dovrei essere e come raggiungere la felicità. Ma è stato il sottotitolo - “Come ritrovarsi attraverso l’antica saggezza finlandese” - che mi ha fatto l’occhiolino, risvegliando l’attrazione che provo verso i Paesi nordici e le loro incantevoli leggende. L’autrice, infatti, si è ispirata al poema epico Kalevala , dove “gli eroi non combattono con le armi, il potere, il dominio materiale o il sapere intellettuale, ma co...

Storia di una storia che forse non finirà mai

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  ALLARME: è il pezzo più lungo che abbia mai scritto. CONTINUARE SOLO SE FORTEMENTE MOTIVATI. Sono dell’idea che se una cosa nasce male non può finire bene. Per dire, una o due mie relazioni sono iniziate male e non sono finite in tragedia solo perché ho un carattere adorabile. Tuttavia, anche io ho qualche difettuccio, tra i quali spicca una testardaggine snervante per me e per gli altri. E la premessa è fatta, ora passo al succo di questo mio pezzo che scrivo perché vorrei un vostro parere, consiglio, riflessione (astenersi perditempo). Di norma, nella scrittura, tendo alla rapidità: ho un’idea… tac! Massimo tre mesi e deve essere su carta. Poi impiego altrettanto tempo nella revisione e a cambiare continuamente parere sul fatto che ho scritto un’opera da Pulitzer o una schifezza che fatico a leggere pure io. Non vorrei dirvelo, ma questa è un’altra premessa (mi escono in pratiche dispense). Eccoci: tre anni fa ho avuto un’idea. Se proprio devo essere onesta, l’idea l’ha avuta u...

Storiella tristanzuola, con lieto finale

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            Mentre guardo la fiumana di gente in coda all’ingresso del Salone del libro (di mattina, di sabato mattina; ma solo io amo dormire nel fine settimana?), penso che se ognuno di quegli individui cotto dal caldo acquistasse il mio romanzo, diventerei ricca, il mio editore potrebbe vivere sulla spiaggia di Dubai, le sue meravigliose collaboratrici lavorerebbero solo se e quando ne hanno voglia, e saremmo tutti felici. Tuttavia, smetto di fissare la madre delle mie fobie, salto la coda per avere informazioni su dove si trovi l’ingresso stampa (perché non sentendomi scrittrice ho deciso che era giusto e onesto avere l’accredito “sincero”). Chiedo “I giornalisti possono passare da qui, che mi è più comodo?”. Ovviamente no. E lì è avvenuto un fatto curioso: mi si avvicina un uomo che, con gentilezza, mi spiega che la figlia ha appena pubblicato un romanzo. Chiama la figlia (non una ragazzina, diciamo vicino ai trenta) e la illumina su cosa faccio. ...

Auguri alla Terra.

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  Mentre siamo qui a fare due chiacchiere sulla salute della Terra (pessima, parametri vitali da far tremare i polsi), vi parlo di alcune cose che ho scoperto durante un convegno a cui ho partecipato. Si parlava di Medicina d’Insieme, che è un nuovo approccio preventivo e terapeutico con una particolare attenzione all’ambiente… ma non è di medicina che scriverò ora. Ho preso qualche appunto e cercherò di farvi un riassunto, altrimenti facciamo notte (e comunque il pezzo sarà ugualmente lungo come la Quaresima). - Partiamo dicendo che la produzione di cibo ha un importantissimo impatto ambientale: determina la produzione di gas serra (CO2 in particolare), l’aumento del consumo d’acqua e del suolo. - Già che siamo alle prese con l’ennesima guerra, e ho introdotto la questione della CO2, ecco un dato interessante (e sconvolgente, ma cerchiamo di fare gli indifferenti): la guerra in Iraq ha liberato 400milioni di tonnellate di CO2. - Siamo 8miliardi sul nostro pianeta e consumiamo 325m...