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Programmi TV per liberare la mente

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Basta talk show! Che tanto non li guardavo nemmeno prima perché appena qualcuno inizia ad urlare mi sale l'ansia; e lì qualcuno che urla c'è sempre, poi si lamentano del fatto che la popolazione tende sempre più alla sordità. Ho eliminato anche i TG, a parte le notizie flash su canale dedicato: tolgo l'audio e leggo sottotitoli a scorrimento veloce, nella speranza di dimenticarli più in fretta. Cancellata anche una buona parte dei film perché, come in prossimità delle vacanze estive inizia la serie di pellicole su aerei che minacciano di schiantarsi già in fase di decollo o, in alternativa, di squali grossi come lo yacht di un emiro, adesso siamo entrati nel loop dei virus e delle guerre batteriologiche (con panorami ingrigiti da un clima tetro che pare più malato lui degli umani contagiati). E allora cosa resta? Vi dirò cosa guardo io, ben conscia di perdere quel minimo di stima che qualcuno ancora nutriva nei miei confronti. Una premessa è utile: non so cucin...

A caccia di sintomi

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Come stiamo? Tutto bene? Lo chiedo perché, non so se ve ne siete accorti anche voi, ma la gente inizia ad andare un po' fuori di testa, e allora mi domando cosa stia accadendo a chi, come molti di noi, già sforava i bordi prima. Non so come vi regolate nell'intimità delle vostre case, personalmente mi pare di stare poco bene in linea generale. Appena sveglia lancio l'autodiagnostica del sistema e mi rammarico di non avere un antivirus capace di scovare e debellare i "trojan" nella mente. Ammettiamolo, per quanto ci sforziamo non riusciamo a ignorare i messaggi dell'ipocondria che vive in noi. E, attenzione, sta diventando ipocondriaca anche gente che prima della pandemia se ne sbatteva altamente di qualsiasi campanello d'allarme proveniente dal corpo, anche se suonava come la Campana dei Caduti di Rovereto. C'è gente (la conosco, non invento nulla) che si aggira alla ricerca di sintomi come fossero calzini spaiati. Chi come me soffre...

Era solo nascosto

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dove prima c'erano i libri Si era nascosto in un angolino buio. Se ne stava acquattuato, con i muscoli tesi, forse muoveva il posteriore come un felino pronto a saltare. Di preciso non so, perché non lo vedevo. Ne avvertivo la presenza, certo, per via di quell'istinto che fa percepire i pericoli prima che i sensi vengano allertati da un rumore, un odore, un lieve spostamento d'aria. E' un fatto che stavo allerta da tempo; non che lo aspettassi con ansia, ma l'ansia c'era. E' arrivato dopo che mi ero persuasa che ormai avrei potuto sopportare tutto, che nulla sarebbe più riuscito a piegarmi. E' entrato con la grancassa e mi ha svegliata mentre riposavo, seguito dalla banda, rumorosa oltre il limite del tollerabile, composta da nausea, tachicardia, iperventilazione, terrore d'impazzire, semiparalisi agli arti... mi pare di aver visto anche delle majorettes inette a cui cade la mazza direttamente sulla mia testa. A pensarci bene, forse ...

Piccola riflessione sul Credo e non credo

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Sono atea, questo è un fatto. Ne sono contenta? Mi sento più intelligente e sensata di altri?  No. Anzi, spesso penso che credere, credere sinceramente, in un'entità superiore sia un dono, una fortuna, una fonte extra di forza. Non amo chi tenta di convincermi e chi vuole impormi il proprio credo, così ho imparato a non giudicare, a non discutere sull'argomento, a superare la tentazione di fare altrettanto. Avverto analogo fastidio per chi dileggia i credenti o gli atei, e anc or più quando gli stessi vantano disgusto per chi si mostra intollerante verso razze e culture diverse; questa la chiamo ipocrisia. C'è chi mi scrive che prega per me e ringrazio perché vi leggo affetto; c'è chi mi inonda di immagini sacre e inviti alla preghiera, e qui passo oltre. Alla vicina che ieri mi ha invitata a guardare il Papa per ottenere l'assoluzione di tutti i miei peccati, ho risposto che ciò che di male ho fatto nella vita è per me un insegnamento pr...

Lo sconquassamento delle fobie

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Sono vent'anni che soffro d'agorafobia... no, no, facendo un rapido calcolo, siamo quasi a 22. Comunque, non è il momento di fare i pignoli e tirare fuori calcolatrice e vecchie agende per vedere quando sono terminati i viaggi, che poi mi deprimo. Ecco, stare in casa in forma coatta è per me (e temo per alcuni di voi) la norma, quindi non dovrei avvertire alcun disagio. Invece giro in tondo e scopro che casa mia è troppo piccola anche per una persona sola. Mi affaccio con regolarità alla finestra, ormai mi pare d'essere un orologio a cucù (perché il correttore mi dà sbagliata la parola cucù; come si scrive? Senza accento? Con la K? Vedete come entro facilmente in paranoia). Ascolto poca musica e quella poca è beatlesiana, fatico a finire di leggere un libro ma saltello qua e là senza troppo entusiasmo (poi confondo le trame e capisco più nulla), ho voglia di sdraiarmi al sole e sono sempre stata un vampiro che scappava davanti al più stitico raggio sol...

Cose che ho imparato in questi giorni

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Eccomi di nuovo qui, fresca di un altro soggiorno in ospedale dove mi è stata offerta una nuova opportunità di riflessione sui fatti della vita, dall'ansia e di tutto il resto; inezie incluse, che mi appassionano non meno degli altri argomenti. Diciamo che ho ottimizzato il tempo attaccata alle flebo per osservare un neon rotto sul soffitto e i guasti nella mia testa ( e  in altri distretti del mio organismo, ma su questi non desidero intrattenervi). Da tempo ho maturato la teoria per cui lo scopo fondamentale della vita potrebbe essere, in ultima analisi, quello di imparare più cose possibili; riassumendo: osservare e imparare, quindi modificare il proprio percorso e ricominciare a osservare e imparare...  A che pro? Non ne ho la più vaga idea, per ora; appena ne saprò di più, sarete i primi a ricevere indicazioni in merito. Partiamo dal periodo che stiamo vivendo tutti quanti. Ho osservato gente per nulla incline all'ansia, cedere al panico. Ed é giusto che si...

Coronavirus: pensare positivo in 14 step

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E' tempo di pensare positivo! Non mi mettete dei se o ma, attualmente sono inaccettabili. Capisco che, per chi non l'ha mai fatto prima, si tratta d'imparare qualcosa di nuovo facile come lo studio del sumero antico, ma non ci sono molte altre strade (lo so, non crediate). Iniziamo con un fenomeno che mai avremmo sperato si verificasse: ora tutti sanno cos'è il panico... smettete di lamentarvi del fatto che nessuno ci capisce (poi, più avanti, mi spiegherete quale beneficio porta la comprensione altrui: non cura, non respinge le paranoie e, di contro, può insinuare un annichilente senso di disagio; il compatimento non aiuta a guarire). Sia chiaro, volevo fare un decalogo, ma poi mi sono accorta che stavo sforando. Vi toccano 14 punti, scrupolosamente numerati ma messi un po' alla rinfusa perché ho poco senso delle priorità (l'ultimo andrebbe in cima, per dire). 1. Pensare positivo, significa anche PER UNA VOLTA percepire le proprie difficoltà...